Eduardo secondo Piovani

Corriere della Sera - 24/05/2012 di Enrico Parola

DAL VERME IL COMPOSITORE DIRIGE «PADRE CICOGNA» CON LUCA DE FILIPPO VOCE RECITANTE

Eduardo secondo Piovani

«Erano vent' anni che volevo musicare il poemetto» 

«Che cosa ho provato nel mettere in musica Eduardo? Un' enorme responsabilità e, lo confesso, anche un po' di paura». Detto da Nicola Piovani l' affermazione non può lasciare indifferenti. Romano, 66 anni che compirà sabato, diplomatosi in Conservatorio a Milano e laureatosi compositore di fama mondiale grazie alle musiche da film (tra cui l' Oscar nel 1999 per «La vita è bella»), che ha rivestito di note i versi di Omero e Byron oltre che le parole di Einstein, due anni fa ha musicato «Padre Cicogna», poemetto di Eduardo che stasera presenta al Dal Verme, accompagnando sul podio dei Pomeriggi Musicali da Luca De Filippo, nato nel ' 48 dall' unione di Eduardo con Thea Prandi. «L' idea, il desiderio di musicarlo risale a più di venti anni fa, praticamente alla prima volta che l' ho letto. Ho scritto melodie, temi e ritmi con l' attenzione chirurgica che avrei nel danzare in una sala piena di cristalleria preziosa, con il continuo timore di fare un passo falso e rompere un bicchiere». Facile uscire dalla retta via parlando di un prete che rinuncia agli ordini per amor di donna e che cerca di esorcizzare l' anatema delle gerarchie ecclesiastiche chiamando i suoi tre figli come i Re Magi: a Natale dovranno omaggiare Gesù Bambino cantando «Tu scendi dalle stelle», proposito mai compiuto, perché i tre bimbi moriranno misteriosamente e inesorabilmente, l' uno dopo l' altro. «La voce recitante ripropone i versi di Eduardo integralmente, senza modifiche o aggiunte. Il ritmo drammaturgico è esattamente quello originale», dettaglia Piovani. «Al racconto recitato si affiancano quattro cantanti che contrappuntano gli accadimenti con versi dello stesso Eduardo, tra cui la poesia "A Luca", e filastrocche della tradizione popolare natalizia napoletana. L' orchestra ha un carattere sinfonico con una declinazione etnica data da chitarra, mandolino, batteria e flauto dolce, mentre un piccolo coro dà voce alla collettività, il quartiere dove va ad abitare Cicogna». Gente che all' inizio lo accoglie bene, gli sta accanto alla morte del primo figlio, ma quando viene a sapere la sua storia e lo vede pregare nudo davanti all' altare gli volta le spalle. Un comportamento che svela la nota dominante del poemetto: il dramma tra un moralismo che può essere ipocrita e il rapporto personale col Mistero. 

 

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