Le melodie di Nicola Piovani, la voce di Carlo Cecchi

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Così si chiude l'emozione del “Doppio Assoluto” al Teatro Vascello.

Si conclude con una serata di musica e poesia il progetto “Doppio Assoluto” di quest'anno al Teatro Vascello. Il premio Oscar Nicola Piovani al pianoforte e il grande attore Carlo Cecchi conversano nell'incontro emozionante tra note e lettere, in uno scambio proficuo di arte e cultura unico ed irripetibile. Il percorso proposto dai due artisti si apre con le parole di Pier Paolo Pasolini e del suo componimento “Poeta delle ceneri”: “... E oggi, vi dirò, che non solo bisogna impegnarsi nello scrivere, ma nel vivere: bisogna resistere nello scandalo e nella rabbia, più che mai, ingenui come bestie al macello, torbidi come vittime ...”. Un'interpretazione intensa e dura, capace di riportare all'attenzione temi contemporanei ancora validi e condivisi. Carlo Cecchi diventa in ogni sua lettura di volta in volta l'autore di quei versi, corpo parlante di un ritratto poetico un po' dell'Italia e talvolta dell'umanità intera. I testi così amabilmente recitati si alternano dolcemente con le melodie. Le mani sinuose e leggere di Nicola Piovani scorrono lungo i tasti bianchi e neri del piano, i colori della musica crescono e si affievoliscono, diventano protagonisti o accompagnatori, in un dialogo rispettoso, virtuoso, appassionante. Ecco poi Elsa Morante nell'ironica e amara descrizione del mondo. Si legge “La canzone degli F.P e degli I.M.”, estratta dalla raccolta “Il mondo salvato dai ragazzini”. Si può dunque essere felici? E se sì, è bene rendersi conto che mai la felicità sarà uguale per tutti. Le nostre esistenze ci vedono da sempre divisi in FELICI POCHI e INFELICI MOLTI: “... Ve lo ripeto, o Signori I.M., non c’è verso: con i F(elici) P(ochi) non ce la potrete mai spuntare (…) Sappiàtelo, o padri meschini I(nfelici) M(olti) d’ogni paese: se ancora il corpo offeso dei viventi resiste in questo vostro mondo di sangue e di denti è perché passano sempre quelle poche voci illese con le loro allegre notizie...”. Constatazione fastidiosa, quanto veritiera, forse. E poi ancora musica e passione, suoni e pensieri. Si corre nel sentiero di un recital fatto di intuizioni e arti imponenti, letteratura e pentagrammi come espressione di un sentire univoco e accogliente. Ecco Shakespeare con “Amleto” dalla voce di Carlo Cecchi; i “Sette a Tebe” con l'equilibrio sinfonico di Piovani. E un “Ulisse” tra parole e sonorità, in un abbraccio pieno e caloroso. Il “Doppio Assoluto” torna ad impressionare, a disegnare nello spazio del Teatro Vascello il vigore della creazione artistica quale fonte di riflessione e impegno.

La Compagnia della luna

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